Da Western Digital l’hard disk da record

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Nuovo record nel campo degli hard disk: superando i dischi rigidi da 10 terabyte di Seagate e Hgst, la Western Digital ha annunciato la produzione di un sistema di memoria dalla capienza di 12 e 14 TB, in vendita già dalle prossime settimane.

Addio problemi di memoria (almeno digitale), e soprattutto di archiviazione di dati: la Western Digital sta infatti per lanciare sul mercato due nuovi dischi rigidi in grado di alzare l’asticella della capienza a una quota mai raggiunta prima. Se, infatti, fino a ora il record era detenuto dai 10 Terabyte del prodotto IronWolf di Seagate e dell’Ultrastar di HGST (che peraltro è un’azienda di proprietà della stessa Western Digital), ora gli Ultrastar americani regalano maggior spazi per ogni necessità di lavoro, business o piacere.

Nuovi record all’orizzonte

Ultrastar-He12
Ultrastar-He12

Il primo hard disk da record è già in vetrina sul sito ufficiale della ex Hitachi Global Storage Technologies, che come detto è una controllata della WD: la sua capienza è stata aumentata fino a 12 TB. Ancora maggiore quella del secondo prodotto targato Western Digital, che raggiunge i 14 TB, anche se è ancora in fase di test e dovrebbe essere ufficialmente in vendita verso la metà dell’anno in corso.

La leggerezza dell’elio

HelioSeal

 I due nuovi dischi rigidi Ultrastar utilizzano la tecnologia HelioSeal: significa che sono riempiti di elio, un gas che ha una densità pari a un settimo di quella dell’aria e che, proprio per questo, consente di ridurre l’attrito tra i componenti meccanici. Di conseguenza, i tecnici americani sono riusciti ad avvicinare ulteriormente tra loro gli otto piatti magnetici presenti in questi innovativi hard disk.

Come funzionano gli hard disk

 Al momento non sono ancora stati resi noti i prezzi di questi due nuovi accessori, pensati principalmente per i data center, ma gli esperti ipotizzano un costo che possa oscillare tra i 600 e gli 800 dollari. Leggendo ancora i dati tecnici, i dischi rigidi di Western Digital sono in grado di memorizzare fino a 1000 gigabyte di dati per pollice quadrato e hanno una velocità di trasferimento dati che può raggiungere un massimo di 12 giga al secondo.

Addio problemi di spazio

hd-danneggiatoEppure, a differenza del passato, questi hard disk non sono i dispositivi più capienti in commercio: come ricordano gli esperti di recoveryfile.it, il portale italiano specializzato nella soluzione dei problemi legati alla perdita di dati digitali, lo scorso anno è stato caratterizzato dallo sviluppo dei sistemi SSD, e soltanto nelle settimane scorse la Seagate ha  annunciato una unità a stato solido capace di raggiungere addirittura i 60 terabyte di capienza (a un costo che, bisogna sottolinearlo, è altrettanto alto e arriva anche a 20 mila dollari).

Le nuove macchine

nand-flash

Il nuovo trend del mercato sembra essere proprio quest’ultimo, come certifica la corsa alla produzione del miglior ssd da parte delle principali aziende del settore. E proprio per concentrarsi sulla produzione di questi dispositivi innovativi, la Seagate ha deciso di chiudere il grande impianto di Suzhou, in Cina, destinato alla produzione di hard disk,riducendo fortemente la propria capacità produttiva. Questa decisione testimonia un passaggio chiave verso la produzione di macchine per archiviazione SSD, con la memoria NAND Flash.

Seagate si ridimensiona

Come dichiarato in una nota stampa da parte dell’azienda, Seagate prosegue nel processo di “continua ottimizzazione delle efficienze operative”, che “riflette il nostro costante impegno per ridurre la produzione globale e meglio allineare la nostra attività alle tendenze di mercato attuali e future”. Secondo le prime voci, il brand cinese avrebbe intenzione di passare dai circa 60 milioni di dischi prodotti al trimestre a circa 35 milioni, anche per il continuo calo di dischi rigidi venduti, a fronte dei metodi di archiviazione più moderni, efficienti e capaci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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